di Walter Topan

Weekend di alti e bassi per le formazioni regionali, tra chi cerca conferme e chi prova a rialzarsi dopo settimane complicate. Il turno ha offerto risposte nette, qualche rammarico e una manciata di segnali utili.

A Cremona, per Trieste la serata si trasforma presto in un incubo: dopo l’avvio shock e il primo sorpasso firmato Uthoff, la Vanoli accelera nel terzo periodo e scappa fino al +21, chiudendo sul 113-94 una partita in cui la difesa giuliana non trova mai contromisure. Ramsey e Ross provano a tenere in vita la gara, ma la qualità e la continuità dei lombardi non lasciano scampo.

Udine invece lotta fino all’ultimo ma si arrende a Derthona: dopo il -14 di metà gara, l’Apu risale trascinata da Dawkins e Hickey, arriva fino al -2 negli ultimi secondi, ma la tripla di Vital spegne definitivamente la rimonta. Rimangono buone indicazioni offensive, non i due punti che servirebbero come l’aria.

Cividale firma invece la prestazione più solida del weekend: Livorno è annichilita dall’intensità difensiva e dal dominio nel pitturato dei ducali, che volano fino al +23 e controllano senza affanni l’ultimo quarto. Marangon e Freeman trascinano una squadra che sembra aver trovato ritmo e certezze.

Nel derby fra Jadran e Falconstar vincono gli ospiti, più profondi e lucidi nei momenti chiave. Gobbato illumina lo Jadran nel primo quarto, ma la Pontoni piazza gli strappi decisivi con Vidrini, Skerbec e un letale Lazzari, portando a casa un successo meritato.

Sorride anche la Dinamo Gorizia, che a Castelsanpietro scappa definitivamente nel terzo periodo con un 0-14 firmato Perin, chiudendo la gara con autorità e confermandosi capolista solida e attrezzata per il salto.

Pordenone infine paga un pessimo avvio a Iseo: la rimonta fino al -3 nel finale non basta, e i 20 rimbalzi offensivi concessi raccontano una serata nata storta e sistemata troppo tardi.